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Licenza di caccia: esame, porto d'armi, tasse e tesserino

Licenza di caccia in Italia: esame di abilitazione venatoria, porto d'armi uso caccia, tasse governative e regionali, assicurazione, tesserino venatorio e ATC.

La licenza di caccia in Italia è, nella pratica, il porto d'armi per uso caccia: un'autorizzazione di polizia che permette di detenere e portare un fucile per l'attività venatoria. Ottenerla richiede alcuni passaggi in sequenza: esame di abilitazione, certificato medico, domanda in Questura, tasse, assicurazione e, prima di ogni stagione, tesserino regionale e iscrizione a un ATC o comprensorio alpino. Vediamoli uno per uno.

La caccia è regolata dalla legge nazionale 157/1992, ma molti aspetti operativi (esami, tasse regionali, tesserini, ATC) sono di competenza delle Regioni. Gli importi e le procedure cambiano: verifica sempre sul sito della tua Regione e della Questura competente.

I passaggi in sintesi

Passaggio Chi se ne occupa Note
Corso di preparazione (facoltativo ma consigliato) Associazioni venatorie, ATC Prepara a teoria e prova pratica
Esame di abilitazione venatoria Commissione regionale o provinciale Teoria e prova pratica con le armi
Certificato medico ASL o medico militare/di polizia Idoneità psicofisica
Domanda di porto d'armi uso caccia Questura (tramite commissariato o carabinieri) Con abilitazione, certificato, ricevute
Tasse Stato e Regione Concessione governativa + tassa regionale
Assicurazione Compagnia o associazione venatoria Obbligatoria per legge
Tesserino venatorio Regione / Comune Annuale, per annotare le giornate e i capi
ATC o Comprensorio alpino ATC / CA Iscrizione e quota per cacciare sul territorio

L'esame di abilitazione venatoria

È il primo vero scoglio. L'esame si sostiene davanti a una commissione nominata dalla Regione (in alcune Regioni ancora organizzata su base provinciale) e comprende, in genere:

Per cacciare gli ungulati in selezione (capriolo, cervo, daino, camoscio) servono di solito abilitazioni aggiuntive, come il corso per cacciatore di selezione, e per il cinghiale in battuta possono essere richiesti corsi specifici. Le modalità variano da Regione a Regione.

Il porto d'armi uso caccia

Superato l'esame, si presenta la domanda in Questura con:

La Questura verifica anche i requisiti di affidabilità (assenza di condanne ostative, ecc.). Il porto d'armi uso caccia ha oggi una validità di cinque anni, poi va rinnovato con un nuovo certificato medico. Ricorda che detenere un'arma comporta anche la denuncia di detenzione e l'obbligo di custodia sicura.

Le tasse: governativa e regionale

Due voci sono comuni a tutta Italia:

  1. Tassa di concessione governativa: si paga allo Stato, con bollettino dedicato, al rilascio e poi ogni anno in cui si va a caccia. L'importo è fissato a livello nazionale e può essere aggiornato.
  2. Tassa di concessione regionale: si paga alla Regione di residenza, con importi decisi da ciascuna Regione.

A queste si aggiungono la quota ATC o CA e, per chi caccia in aziende faunistico-venatorie o agrituristico-venatorie, i relativi costi. Non riportiamo cifre precise perché cambiano: le trovi sul sito della Regione e nelle istruzioni delle associazioni venatorie.

L'assicurazione obbligatoria

Per cacciare è obbligatoria una polizza di responsabilità civile verso terzi e una polizza infortuni, con massimali minimi stabiliti dalla legge. Molti cacciatori la sottoscrivono tramite le associazioni venatorie, che spesso includono anche tutela legale. Il certificato assicurativo va portato con sé durante l'attività.

Il tesserino venatorio

Il tesserino venatorio regionale si ritira ogni stagione (in Comune, presso la Regione o in forma digitale, a seconda dei casi) e serve a:

In diverse Regioni il tesserino è ormai disponibile anche tramite app ufficiale. Date e giornate disponibili dipendono dal calendario venatorio 2026-2027.

ATC e Comprensori alpini

Il territorio cacciabile è diviso in Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e, nella zona Alpi, in Comprensori Alpini (CA). Il cacciatore si iscrive di norma all'ATC di residenza e, con domanda e disponibilità, ad altri ATC. Ogni ambito ha regole proprie per alcune specie, quote d'iscrizione e, per gli ungulati, piani di prelievo e assegnazioni.

Dopo la licenza: scegliere le giornate giuste

Con la licenza in tasca si passa alla parte più interessante. La legge fissa l'orario di caccia tra un'ora prima dell'alba e il tramonto, con regole particolari per alcune forme di caccia: per questo conoscere l'alba esatta della tua zona è fondamentale. La guida agli orari di caccia, alba e tramonto spiega come calcolarli.

Oltre alla luce contano la luna e il meteo. Con la luna piena molti ungulati si alimentano di notte e all'alba si muovono meno; con la luna nuova l'attività crepuscolare tende a essere più marcata. È un tema centrale per chi va a cinghiale: vedi caccia al cinghiale e luna. Pressione in rialzo dopo una perturbazione, vento costante e periodi solunari vicini ad alba e tramonto completano il quadro, come spiegato in previsioni caccia e movimenti della selvaggina.

L'app Solunar mette alba, tramonto, levata e tramonto della luna, fase lunare e finestre solunari su un quadrante di 24 ore, calcolati dalla tua posizione anche offline, cosa utile in montagna o in zone senza segnale. Il voto del giorno da 1 a 4 stelle aiuta a scegliere quali delle giornate disponibili sfruttare.

Domande frequenti

Quanto dura la licenza di caccia?

Il porto d'armi uso caccia vale cinque anni. Le tasse governativa e regionale, il tesserino e l'iscrizione all'ATC vanno invece rinnovati ogni stagione in cui si caccia.

Quanto costa prendere la licenza di caccia?

Il costo complessivo dipende da tasse governative, tassa regionale, assicurazione, quota ATC, certificato medico ed eventuale corso. Gli importi cambiano per Regione: verifica sui siti ufficiali e con le associazioni venatorie.

Posso cacciare in un'altra Regione?

Sì, ma serve l'ammissione all'ATC o al comprensorio di quella zona e il rispetto del suo calendario venatorio. Alcune Regioni prevedono anche permessi giornalieri per non residenti.

La licenza di caccia vale anche per la pesca?

No. Per pescare nelle acque interne serve la licenza di pesca regionale, mentre in mare basta la comunicazione al Ministero. Vedi la guida alla licenza di pesca.

Per approfondire