Pesca al cefalo (muggine): esche, pastura, bolognese, orari e luna
Pesca al cefalo o muggine in porto, alle foci e in spiaggia: periodo, orari, esche (pane, pasta di formaggio, sarda), pasturazione, bolognese, inglese e galleggiante, montature e luna.
Il cefalo, chiamato anche muggine, è il pesce che quasi tutti i pescatori italiani hanno incontrato almeno una volta: in porto, alle foci, nelle lagune e lungo le spiagge. Facile da trovare ma tutt'altro che facile da ingannare, è sospettoso, ha una bocca delicata e può superare i 3–4 kg. È anche l'esca viva preferita per lecce e spigole. Ecco come pescarlo.
Le specie di cefalo
Specie
Come riconoscerla
Cefalo comune (Mugil cephalus)
Il più grande, testa larga e occhio con palpebra adiposa
Cefalo dorato (Chelon auratus)
Macchia dorata sull'opercolo
Cefalo calamita (Chelon ramada)
Molto diffuso nei porti e in acque salmastre
Cefalo bosega (Chelon saliens)
Più slanciato, frequente nelle lagune
Cefalo labbrone (Chelon labrosus)
Labbro superiore spesso, scogliere e porti
Dove si pesca
Porti e banchine, soprattutto vicino a scarichi e pescherecci.
Foci di fiumi e canali, dove l'acqua dolce porta nutrimento.
Lagune e valli salmastre (laguna di Venezia, Orbetello, Lesina, Cabras).
Spiagge con acqua calma, all'alba.
Fiumi: risale anche per chilometri in acqua dolce.
Periodo e orari
Il cefalo si pesca tutto l'anno, ma i mesi migliori vanno dalla primavera all'autunno, con picchi a settembre–novembre, quando i branchi si radunano alle foci prima di spostarsi al largo. In inverno resta attivo nei porti più riparati e caldi.
Gli orari migliori sono il mattino presto e il tardo pomeriggio. In porto, con l'acqua calma, mangia anche nelle ore centrali. Le giornate di mare leggermente mosso e acqua un po' velata dopo una mareggiata sono ottime vicino a riva.
Le esche
Pane: la mollica impastata o la crosta galleggiante sono le esche più classiche ed efficaci.
Pasta di formaggio o pastella: pane, formaggio grattugiato e sarda, per insidiare i cefali sul fondo.
Sarda e filetti di pesce: per i grandi cefali in porto.
Senza pastura la pesca al cefalo è molto più difficile. La ricetta base è semplice: pane raffermo bagnato e strizzato, formaggio grattugiato, sarda tritata e un po' di sabbia per appesantire. Lanciala a palline piccole e frequenti, nello stesso punto: l'obiettivo è tenere il branco senza saziarlo.
Le tecniche
Bolognese
La tecnica più usata: canna da 5–7 m, galleggiante sensibile da 1–4 g, lenza sottile (0,14–0,18 mm) e ami piccoli. L'esca va tenuta a mezz'acqua o appena sotto la superficie, nella nuvola di pastura.
Inglese (match fishing)
Per pescare più lontano, con galleggianti più pesanti e lanci lunghi. Ottima in porto e dalle dighe foranee.
Pesca a galla con il pane
In estate, con i cefali in superficie, una crosta di pane innescata e lasciata galleggiare, con o senza un piccolo galleggiante: pesca emozionante e selettiva.
Fondo leggero
In foce e in spiaggia, con la pasta di formaggio su un piccolo piombo scorrevole.
Consigli pratici
Lenza fine e ami piccoli: il cefalo vede tutto.
Ferrata dolce: la bocca è delicata, la frizione deve essere morbida.
Usa un guadino: i cefali grandi si slamano quasi sempre al salpaggio.
Controlla le regole locali: in alcune foci e porti la pesca è vietata.
La luna e il cefalo
Il cefalo segue molto il movimento d'acqua e il nutrimento portato dalle correnti. Le maree più forti di luna nuova e luna piena muovono le lagune e le foci e possono portare più pesce. I periodi solunari al mattino o al tramonto aiutano a scegliere l'ora in cui concentrare pastura e attenzione. Approfondisci nella guida alla teoria solunare.
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