Caccia al fagiano: periodo, orari, cani, meteo e luna per trovarlo
Caccia al fagiano in Italia: periodo e calendari regionali, orari migliori, dove si rimette con freddo e vento, il lavoro del cane da ferma e da cerca, il ruolo della luna e dei ripopolamenti.
Il fagiano è la selvaggina stanziale più cacciata d'Italia e, per molti, la prima esperienza di caccia con il cane. È anche un selvatico più furbo di quanto sembri: un gallo che ha superato le prime settimane di stagione corre, si rimette nel fitto e parte lontano dal cane. Ecco come scegliere periodo, orari e zone.
Il periodo di caccia al fagiano
La caccia al fagiano apre in genere con l'apertura generale (la terza domenica di settembre: 20 settembre 2026) e chiude, a seconda della Regione, tra fine novembre e metà dicembre. Nelle aziende faunistico-venatorie (AFV) e nelle aziende agrituristico-venatorie (AATV) il periodo può essere più lungo, fino a gennaio, secondo il loro regolamento.
Molte Regioni prevedono carnieri giornalieri e stagionali, limiti sulle femmine e regole specifiche per gli ATC. Le date esatte sono nel calendario della tua Regione: il quadro generale è nel calendario venatorio 2026-2027.
Selvatici, ripopolamento e pronta caccia
Fagiani naturali o ben ambientati: nati sul territorio o lanciati da giovani e cresciuti in libertà. Corrono, si rimettono bene, mettono alla prova il cane.
Ripopolamenti estivi: fagianotti liberati in estate nelle zone di ripopolamento e cattura (ZRC) e negli ATC; in autunno sono già quasi selvatici.
Lanci di pronta caccia: frequenti nelle AATV e in alcune zone; più facili, ma di valore venatorio e gestionale molto minore.
Chi caccia in ATC farà bene a informarsi su dove sono state fatte le immissioni e su quali ZRC confinano con la propria zona: i fagiani si spostano verso le aree protette appena sentono la pressione.
Gli orari migliori
Momento
Cosa fa il fagiano
Dove cercarlo
Prime ore del mattino
Esce dal dormitorio e va in pastura
Bordi di stoppie, medicai, margini di bosco
Metà mattina
Si rimette al riparo
Siepi, canneti, rovi, fossi, incolti
Ore centrali
Riposa, si scalda al sole d'inverno
Coperture esposte a sud, bordi soleggiati
Pomeriggio tardo
Torna in pastura prima del dormitorio
Margini dei campi vicino al bosco
Tramonto
Va al posatoio sugli alberi
Filari, boschetti, pioppeti
L'orario legale di caccia inizia un'ora prima dell'alba, ma con il fagiano le prime luci servono a poco: il cane lavora meglio quando l'umidità tiene l'emanazione, cioè nelle prime ore dopo l'alba. Orari aggiornati in orari di caccia, alba e tramonto.
Meteo: cosa cambia
Rugiada e umidità: il terreno umido conserva la traccia; le mattine con brina che si scioglie sono spesso le migliori per il cane.
Vento forte: il fagiano diventa nervoso e si rimette nelle coperture fitte; caccia sottovento le siepi e i fossi.
Freddo e prima neve: i fagiani si concentrano vicino alla pastura e al riparo, e le tracce aiutano.
Pioggia leggera: buona, spesso ottima per il cane; con pioggia forte i selvatici restano fermi nel fitto. Vedi caccia con la pioggia.
Cani da ferma e da cerca
Cani da ferma (setter, pointer, bracchi, kurzhaar, epagneul breton): ideali nelle stoppie e nei medicai aperti, dove la ferma si risolve bene.
Cani da cerca (springer e cocker spaniel): perfetti in rovi, canneti e fossi, dove il fagiano tende a pedinare.
Con i fagiani "furbi", che pedinano a lungo, conviene chiudere loro la strada verso le coperture più fitte prima di avvicinarsi alla ferma.
E la luna?
Il fagiano è un animale diurno e dorme sugli alberi: la luna incide meno che sugli ungulati. Gli effetti osservati dai cacciatori sono indiretti:
con luna piena e notti chiare i predatori (volpe, faina) sono più attivi e i fagiani possono essere più guardinghi al mattino;
nelle giornate con un periodo solunare che cade al mattino presto, la pastura può essere più intensa.
Considerala un dettaglio: per il fagiano contano molto di più meteo, coperture e pressione venatoria. Il metodo per combinare i fattori è in previsioni caccia: movimenti della selvaggina.
Dove cacciare il fagiano in Italia
Pianura Padana (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte): medicai, stoppie di mais e soia, fossi e pioppeti.
Toscana e Umbria: colline con incolti, oliveti e margini di bosco.
Marche e Lazio: campi a cereali alternati a calanchi e boschetti.
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