Caccia al beccaccino: periodo, zone umide, cane da ferma, orari e luna
Caccia al beccaccino in Italia: quando arriva il passo, zone umide e risaie migliori, il lavoro del cane da ferma, come tirare al volo a zig-zag, orari, influenza della luna e del meteo, regole del calendario regionale.
Il beccaccino (Gallinago gallinago) è uno dei selvatici più difficili da cacciare: piccolo, mimetico, parte con un grido rauco e vola a zig-zag basso sulla palude. Per molti cacciatori con il cane da ferma è la caccia più tecnica e appassionante delle zone umide. Ecco come affrontarla.
Riconoscerlo
Lungo becco dritto (circa un terzo della lunghezza del corpo), piumaggio bruno striato di crema, testa con bande longitudinali. Al frullo emette un caratteristico "scaap". Non va confuso con il frullino, più piccolo e con becco più corto, e con il croccolone, specie protetta più massiccia con volo più lento e diritto. Riconoscere la specie prima di sparare è fondamentale.
Quando arriva
Periodo
Cosa succede
Settembre
Primi arrivi dal Nord Europa
Ottobre–novembre
Picco del passo: le zone umide si popolano
Dicembre–gennaio
Svernanti nelle aree con acqua non gelata
Febbraio–marzo
Ripasso primaverile (in genere fuori stagione venatoria)
Le date di apertura e chiusura e i limiti di carniere sono fissati dai calendari venatori regionali: verifica sempre quello della tua regione nella guida al calendario venatorio.
Dove cercarlo
Il beccaccino cerca terreno molle e fangoso dove infilare il becco alla ricerca di vermi e larve:
Risaie del Vercellese, Novarese e Lomellina dopo la raccolta.
Valli e lagune venete ed emiliane, delta del Po.
Paludi costiere di Toscana (Maremma), Lazio e Puglia.
Prati umidi e marcite della pianura padana.
Bordi di canali, fossi e laghetti con fango scoperto.
Sardegna e Sicilia nelle aree umide in inverno.
Molte zone umide sono aree protette o siti Natura 2000 con divieti o restrizioni: informati prima.
Il cane da ferma
Il beccaccino si caccia soprattutto con il cane da ferma: setter inglese, pointer, bracco, kurzhaar e breton sono i più usati. Serve un cane:
Con buon naso e ferma solida: l'emanazione del beccaccino è leggera.
Che lavori a vento e non si lanci su ogni frullo.
Resistente all'acqua e al fango.
Il cacciatore si muove controvento, verso il cane in ferma, e si prepara al frullo.
Come tirare
Il beccaccino parte e fa 2–3 zig-zag prima di stabilizzare il volo: molti cacciatori aspettano un istante che il volo si distenda.
Tira con calma e decisione, senza inseguire ogni cambio di direzione.
Pallini fini e strozzature aperte per tiri a breve distanza; in molte zone umide è obbligatorio l'uso di munizioni senza piombo, verifica le norme vigenti.
Orari e meteo
Mattina: i beccaccini si alimentano nel fango dopo la notte.
Ore centrali: spesso fermi e nascosti nella vegetazione bassa; il cane li trova.
Dopo una pioggia o un abbassamento delle acque: nuovo fango scoperto e più uccelli.
Gelate: spingono i beccaccini verso fossi, sorgive e zone costiere.
Gli orari di caccia seguono alba e tramonto come da calendario: leggi la guida agli orari di caccia.
Il ruolo della luna
Il beccaccino migra e si alimenta molto di notte. Molti cacciatori osservano che:
Dopo le notti di luna piena e cielo sereno arrivano spesso nuovi uccelli in migrazione.
Con luna nuova e tempo coperto i beccaccini restano più a lungo nelle stesse zone.
I cambi di tempo con vento da nord o nord-est spingono il passo.
Ispeziona le zone dopo pioggia e cambi di livello dell'acqua.
Muoviti controvento e lentamente.
Stivali alti o waders e attenzione ai fondali molli.
Riconosci la specie prima di tirare: il croccolone è protetto.
Documenti in regola:licenza di caccia, tesserino regionale, assicurazione e rispetto del carniere.
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