Pesca al dentice: periodo, profondità, esca viva, jigging, orari e luna
Pesca al dentice da barca: periodo migliore (primavera e autunno), profondità e fondali, esca viva con calamaro e seppia, traina col vivo, vertical e slow jigging, inchiku, orari, correnti e luna.
Il dentice (Dentex dentex) è uno dei predatori più ambiti del Mediterraneo. Vive su fondali rocciosi e misti, caccia calamari, seppie e piccoli pesci e può superare i 10 kg. È diffidente, cambia profondità con le stagioni e si nutre in finestre precise: per questo la pesca al dentice premia chi conosce i fondali e sceglie bene il momento. Ecco come.
Riconoscerlo
Corpo ovale e robusto, colorazione argentea con riflessi rosati e blu e piccole macchie scure sul dorso, grandi denti canini ben visibili. I maschi grandi sviluppano una gobba sulla fronte. Da giovane è più colorato e ha macchie più marcate.
Periodo migliore
Periodo
Profondità tipica
Note
Marzo–giugno
15–40 m
Stagione top: dentici sotto costa per la riproduzione e la caccia
Luglio–agosto
30–60 m
Più profondi con il termoclino; meglio alba e tramonto
Settembre–novembre
20–50 m
Seconda stagione top: caccia intensa prima dell'inverno
Dicembre–febbraio
50–100 m
Profondi, poco attivi, meglio con mare calmo e sole
Primavera e autunno sono i periodi in cui il dentice si avvicina di più a costa ed è più aggressivo.
Dove cercarlo
Cadute e scalini rocciosi che passano dalla roccia alla sabbia.
Secche e cappelli isolati.
Praterie di posidonia al confine con la roccia, dove cacciano calamari e seppie.
Punte e promontori battuti dalla corrente.
Con l'ecoscandaglio cerca il pesce foraggio (boghe, menole, sugarelli) vicino al fondo: il dentice sta sotto o di lato al branco.
Le tecniche
Traina col vivo
La tecnica regina. Un calamaro vivo, una seppiola, una boga o un sugarello trainati a 0,5–1 nodo, a pochi metri dal fondo, con l'aiuto di un piombo guardiano o di un downrigger. Il dentice attacca spesso l'esca dalla coda: lascia qualche secondo prima di ferrare.
Vivo calato a fondo
Da barca ferma o in deriva lenta, con l'esca viva a 1–2 metri dal fondo sulla caduta. Ottimo in corrente debole.
Vertical e slow jigging
Il jigging ha reso il dentice accessibile anche a chi non ha il vivo: jig da 40–150 g, recuperi lenti e pause vicino al fondo. Lo slow jigging con jig corti e larghi è particolarmente efficace in autunno.
Inchiku e tenya
Esche giapponesi con testa piombata e gonnellino, lavorate lentamente sul fondo: ottime per dentici, pagelli e cernie. Più sulla pesca da barca nella guida al bolentino.
Attrezzatura
Canna da traina col vivo o da jigging media.
Mulinello con frizione morbida e potente.
Trecciato PE 1,5–3 con terminale in fluorocarbon 0,40–0,60 mm (il dentice ha la vista acuta).
Ami robusti, spesso un sistema a due ami per il calamaro.
Orari, corrente e luna
Il dentice mangia in finestre brevi, spesso all'alba e nell'ora prima del tramonto, o al cambio della corrente. Senza corrente l'attività cala molto.
Molti pescatori esperti notano che le catture si concentrano nei giorni con periodi solunari forti, intorno a luna nuova e luna piena, quando le correnti sono più vivaci. Una finestra solunare che cade all'alba in una giornata di corrente buona è la situazione ideale. Leggi la guida ai periodi maggiori e minori.
Consigli pratici
Procurati il vivo presto: calamari e boghe si insidiano all'alba o la sera prima.
Pesca la caduta, non il piano: il dentice sta sul bordo tra roccia e sabbia.
Lavora lento: sia col vivo sia col jig la velocità ridotta paga.
Rispetta la misura minima e le aree marine protette; serve la comunicazione di pesca sportiva per pescare in mare.
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